Scattare in manuale con una Reflex

A volte capita che gli studenti dei corsi base di fotografia mi chiedano "come si scatta in manuale?" oppure "cosa significano tutte queste sigle e numeri sul display della mia fotocamera?". No panic! Abbiamo diversi modi per scoprirlo:

  1. Buttare un occhio a quel bellissimo quanto ingombrante vademecum che (malauguratamente) ci hanno dato in omaggio con la macchina fotografica.

  2. Lanciarci senza paura nel mondo della sperimentazione.

In entrambi i casi sarò al vostro fianco e di seguito vi riassumerò, in maniera facile e indolore, le nozioni che vi aiuteranno a svelare gli arcani del manuale.


Display Nikon D7000

Il tempo di posa

Innanzitutto spostate la ghiera sul simbolo M (Manuale), una volta fatto questo osservate il vostro display, che sarà più o meno come questo. A seconda della fotocamera che usate cambierà la disposizione ma mai il contenuto. Iniziamo con il numero in alto al centro "125", che sta ad indicare il tempo di esposizione, questo valore indica il tempo di posa del soggetto e determina per quanto tempo l'otturatore resterà aperto in modo che il sensore venga impressionato. Spesso è anticipato dall'1 quindi non stupitevi se in alcune macchine fotografiche troverete 1/60, 1/1000 e via dicendo, quell'uno indica quanto deciderete di frazionare il vostro secondo. Più il tempo sarà breve (1/4000) maggiormente il vostro soggetto sarà "congelato". Approfondiremo il tempo di esposizione in un post dedicato.


Il diaframma

Passiamo al numero in alto a destra, introdotto da una F. Quel numero indica l'apertura di diaframma, questo valore determinerà la quantità di luce che passerà attraverso l’obiettivo e la profondità di campo. L'apertura di diaframma si può regolare sugli obiettivi analogici (e su alcune delle fotocamere digitali) direttamente sul barilotto oppure troverete una piccola ghiera vicino al pulsante di scatto che potrete muovere con il pollice o con l'indice destro. Ricordatevi che con un diaframma molto aperto (f/1.4) entrerà molta luce e corrisponderà una poca profondità di campo. Pensate alla fotografia di ritratto, in cui molto spesso si mettono a fuoco solo gli occhi e si sfoca tutto il resto. Invece, quando sceglierete di tenere tutto il diaframma chiuso (f/22) farete in modo di far entrare pochissima luce, il vantaggio sarà quello di avere una maggiore profondità di campo. Pensate alla fotografia di paesaggio in cui è necessario far sentire l'osservatore immerso nel panorama che state ritraendo. È necessario mettere a fuoco ogni piccolo dettaglio.


ISO a chi?

Andiamo un pochino più in basso sul display e vedrete ISO 400. Bene questo valore indica quanto è sensibile un sensore o una pellicola alla luce. Più il valore degli ISO sarà alto, per esempio 1600, più la macchina potrà scattare in condizioni "difficili", con poca luce. Questo vi consentirà di poter scattare anche con tempi più veloci. Userete invece un 100 o 200 ISO quando la luce ambientale sarà molto forte, in una giornata di sole o in studio, con forti luci. Attenzione perché gli ISO hanno un lato oscuro. Più sarà alto l'ISO che userete e più comparirà nel vostro frame il così detto "rumore di fondo". Fastidiosissimo se si tratta del digitale, affascinante su pellicola. Come evitarlo? Basta non superare i 400 ISO. Anche se dovete scattare di notte, munitevi di un bel cavalletto di alluminio o poggiate (con attenzione, per carità) la vostra fotocamera su un saldo punto d'appoggio e scattate.


Esposimetro interno

La retta divisa in segmenti poco sotto l'indicatore dell'apertura di diaframma è importantissima perché è l'esposimetro interno della vostra macchina fotografica. A che cosa serve? In breve a stabilire la potenziale corretta esposizione di una foto. Noterete che c'è uno zero nel mezzo, quando riuscirete ad equilibrare correttamente ISO, Diaframma e Tempi di Esposizione, l'indicatore sarà esattamente in quel punto. Tendenzialmente io scatto le mie fotografie leggermente sottoesposte, perché preferisco avere ombre più nette e perché sono più gestibili in fase di post produzione.


Ricordatevi che l'esposizione è il risultato del rapporto tra diaframmi, tempi e ISO.

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