La composizione fotografica: come costruire una foto perfetta

Aggiornato il: giu 1

Una buona foto non è solo fatta di pura tecnica, non basta ottenere una corretta esposizione per far si che la vostra foto spicchi sulle altre, studiando i principi fondamentali della composizione riuscirete a dare un effetto più intenso ai vostri scatti. In questo articolo imparerete a sistemare gli elementi all’interno del frame fotografico in modo che la loro forma, aspetto, colore e tono interagiscano tra loro in modo da risultare visivamente gradevoli.


Frozen in time. Fonte: WikiCommons

Riempire l'inquadratura

La prima regola base della composizione e la più semplice da comprendere è quella di “riempire l’inquadratura”. Moltissime fotografie sono scattate da troppa distanza o da troppo poca. Il cervello umano filtra le informazioni secondarie in modo eccezionale e sulle quali non stiamo focalizzando la nostra attenzione. Quando ci focalizziamo su qualcosa quell’oggetto diventa il cardine della nostra inquadratura mentale e ottiene la nostra totale attenzione e anche se saremo fisicamente lontani nella nostra immaginazione, sembrerà riempire l’inquadratura. Il risultato che otterremo dopo lo scatto sarà un’immagine in cui il soggetto si perderà nell’inquadratura.


Avvicinarsi al soggetto

Robert Capa diceva sempre che “se le foto non sono sufficientemente buone è perché non siamo abbastanza vicini”, queste parole racchiudono il senso di “riempire l’inquadratura”. Avvicinandovi ridurrete il rischio di includere nel frame elementi di confusione che possono distrarre l’osservatore.

Ci sono due modi di riempire l’inquadratura:


  • Avvicinarsi al soggetto

  • Zoomare o cambiare focale


Less is more

Di solito chi è alle prime armi tenta di mettere troppi dettagli all’interno dell’inquadratura rendendola sovraffollata e difficile da guardare. Che si tratti di un paesaggio, di ritratto o di architettura sbagliereste ad includere più oggetti nel tentativo di trasmettere ciò che desiderate, dovete sempre aver presente che meno ingombrante è l’immagine e più acquisirà di potenza, quindi semplificatela. Un modo per farlo è scegliere un soggetto della scena che state fotografando. Se siete in vacanza in una bellissima località tropicale e vi mettete in piedi a fotografare la spiaggia, il mare e le palme probabilmente nella scena ci saranno anche i bagnanti, gli hotel, le cabine ecc. Quando la mostrerete ai vostri parenti capiranno il contesto in cui eravate ma non perché quel posto era speciale. Quindi dovrete scegliere un punto di vista particolare, ritraendo le impronte sulla sabbia bagnata, un ombrellone e il mare, o un altro dettaglio della scena, per ottenere un maggior impatto visivo.


La regola dei terzi

Questa regola venne sviluppata a metà del XIX secolo, come una guida per i pittori paesaggisti ma venne presto adottata anche dai fotografi che ne compresero subito il valore. Il fotografo dovrà porre mentalmente una griglia sopra la scena da fotografare, formata da due linee orizzontali e due verticali, le quali divideranno la scena in terzi, in realtà alcune macchine fotografiche digitali hanno l'opzione per impostare questa griglia sul display cosicché quando inquadrerete la scena, potrete già vedere il risultato dello scatto. Secondo questa regola qualsiasi linea orizzontale che percorre l’immagine nella sua larghezza come un orizzonte o una fila di alberi lontani, assume un dinamismo maggiore se è posta su una delle linee orizzontali della griglia. Con la stessa logica è consigliabile mettere un soggetto verticale dominante su una delle verticali della griglia.


La regola dei terzi può anche essere usata per comporre ritratti. È consigliabile mettere gli occhi sulla linea orizzontale più alta. Se il ritratto è una figura intera non mettete il soggetto al centro dell’inquadratura, cercate invece di posizionarlo lungo una delle due linee verticali.

Cornice nella cornice

Come la regola dei terzi anche quella della cornice nella cornice veniva usata inizialmente dai paesaggisti. Ci sono diversi modi di usare questa tecnica. Possiamo creare una “cornice nella cornice” giocando con la messa a fuoco. Questa tecnica crea una maggior percezione di profondità quando il soggetto e la cornice scelta sono entrambi messi a fuoco. Vi suggerisco di allontanarvi dagli elementi che volete usare per incorniciare il vostro soggetto e di chiudere il diaframma per avere una maggiore profondità di campo. Al contrario, potrete sfruttare la messa a fuoco selettiva per ottenere un'effetto bokeh sullo sfondo e focalizzare l'attenzione solo sul soggetto. Per farlo dovrete scattare con un diaframma molto aperto.


Nella fotografia di paesaggio possiamo usare i soggetti in primo piano (per esempio gli alberi) per incorniciare una veduta distante. Se da un lato questa tecnica è così utilizzata da essere considerata banale, dall’altro lato è una tecnica efficace e di solito aiuta a dare profondità alla vostra scena e a far risaltare il significato del soggetto. Inoltre, farà sentire l’osservatore come se stesse sbirciando la scena insieme al fotografo, rendendo la fotografia ancora più intima.


Nella fotografia di ritratto spesso il soggetto è dentro l’oggetto che funge da cornice e poiché saranno spesso alla stessa distanza dalla fotocamera non potrete ottenere la percezione di profondità giocando con l'apertura di diaframma. La cornice nel ritratto diventerà un bordo e conterrà visivamente il soggetto di cui esalterà bellezza e significato. Al contempo contestualizzerà il vostro scatto ponendo il soggetto in un posto o in una situazione specifica.


Attenti al punto di vista

Non scattate mai tutte le vostre foto ad altezza occhi, provate invece a modificare l’altezza e l’angolatura della vostra camera allo scopo di creare immagini con una prospettiva più fresca e coinvolgente e imparerete a visualizzare le scene in modo diverso. Specialmente per la fotografia di ritratto cambiare punto di vista può risultare di grande effetto. Se fotograferete un soggetto dall’alto in basso otterrete facilmente un effetto di tensione, soprattutto se il soggetto sta guardando in camera. Se la camera sarà alla stessa altezza degli occhi il soggetto apparirà naturale e la prospettiva sarà più neutra. Se fotograferete il vostro soggetto dal basso otterrete l’effetto di farlo apparire dominante e autoritario.


Occhio alle linee

Lo scopo della composizione, nella fotografia e nelle arti visive in genere, è quello di guidare l’occhio di chi guarda attraverso la scena rappresentata. Uno degli strumenti di base della composizione, incredibilmente potente, è l’impiego delle linee di forza. Il vostro compito sarà quello di utilizzare le linee naturali come elemento compositivo di modo da organizzare l’inquadratura affinché l’occhio di chi guarda venga inequivocabilmente guidato attraverso la scena da linee precise verso il punto focale. Le linee di forza possono essere realmente esistenti quanto immaginarie, una serie di persone, una particolare prospettiva, degli oggetti in sequenza, ecc. Queste possono essere: rette, orizzontali, verticali o diagonali, continue o discontinue e curve.


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