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  • Susanna D'Aliesio

Il diaframma e a cosa serve

Può sembrare secondario a chi è agli inizi ma il diaframma è il vero protagonista di molte fotografie mozzafiato. Per poter imprimere un’immagine sul sensore o sulla pellicola è necessario che passi la luce, il compito dell’obiettivo è quello di incanalare la luce e dirigerla verso il sensore. Ogni obiettivo è dotato di una ghiera che determina la quantità di luce che colpirà il sensore, questa ghiera è il nostro diaframma. Il diaframma può chiudersi e aprirsi a piacimento, ha un punto minimo e un punto massimo di apertura che variano per ogni obiettivo. Inoltre si può aprire o chiudere ad intervalli regolari chiamati in gergo “stop”, che raddoppiano o dimezzano la quantità di luce che intendiamo far passare.


Fonte: https://fshoq.com

Pensate all'occhio umano, in condizioni di molta luce la pupilla si restringe, al contrario, in condizioni di scarsa luce la pupilla ha bisogno di dilatarsi per vedere meglio. Il diaframma funziona allo stesso modo, ma come fare a capire quando è aperto o chiuso? L'apertura di diaframma è peculiare di ogni singolo obiettivo anche se generalmente si va da f/1.8 a f/22, nel primo caso avete un diaframma molto "aperto",in grado di far entrare molta luce e nel secondo caso lo avete "chiuso", quindi la luce che colpirà il sensore sarà molto poca. Sul barilotto dell'obiettivo potrete notare dei numeri, alcuni indicano la lunghezza focale (es. 50mm) e altri l'apertura minima di diaframma di quell'obiettivo. Per esempio f/1.4. L'apertura minima di diaframma è uno dei parametri che determina il costo dell'obiettivo e quanto può essere performante, più l'obiettivo sarà in grado di far entrare luce (f/1.4) più sarà costoso.

Il Diaframma non regola solo la quantità di luce che entra dall’obiettivo, ma gestisce un altro parametro fondamentale chiamato profondità di campo. La profondità di campo è la zona nitida che otterremo nell'immagine e che dipende direttamente dall’apertura di diaframma. Maggiore sarà l’apertura di diaframma (f/1.8) minore sarà la profondità di campo. Inversamente, all’aumentare della chiusura del diaframma aumenterà anche la profondità di campo (f/22). Pensate alla fotografia di ritratto, potreste voler mettere a fuoco solo gli occhi del soggetto e sfocare il resto, per ottenere questo particolare effetto dovrete aprire il diaframma al massimo (f/1.8). Pensate invece alla fotografia di paesaggio, in cui è importantissimo far sentire lo spettatore immerso nel panorama che state ritraendo, per ottenere questo effetto dovrete chiudere il diaframma e accuratamente bilanciare i tempi di esposizione e gli ISO.



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