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  • Susanna D'Aliesio

Come misurare correttamente la luce con l'esposimetro interno delle fotocamere digitali

Per scattare immagini che non siano ne troppo scure (sottoesposte) ne troppo luminose (sovraesposte) bisogna valutare con cura la quantità di luce che illumina la scena. Ancora oggi si utilizzano esposimetri manuali (soprattutto in studio) che permettono di valutare la quantità di luce che colpisce un soggetto. L’unico svantaggio di questo dispositivo è che deve essere molto vicino al soggetto per poter “leggere” la luce. Decisamente non è il modo più pratico per scattare una fotografia, per nostra fortuna le macchine fotografiche digitali sono tutte dotate di esposimetri interni che misurano la luce riflessa dal soggetto e dalla scena insieme. I livelli di luce possono variare sensibilmente da scena a scena e molte fotocamere offrono diversi modi per misurare la luce al fine di ottenere la giusta esposizione.


Le modalità di misurazione dell’esposizione più consuete sono 4:

  • Misurazione a prevalenza centrale

  • Misurazione spot

  • Misurazione parziale

  • Misurazione a matrice


MISURAZIONE A PREVALENZA CENTRALE

Con questo tipo di misurazione la fotocamera imposta un’esposizione che mette maggior enfasi nella parte centrale dell’immagine prendendo in considerazione anche il resto della scena. La misurazione infatti è rilevata al centro del mirino e poi viene fatta una media per tutta l’inquadratura. È una modalità molto utile quando si scattano ritratti e se il soggetto è di fronte ad uno sfondo chiaro o quando esistono casi di controluce in cui è possibile che i soggetti non siano correttamente esposti.


MISURAZIONE SPOT

Questa misurazione rileva solo il centro esatto del mirino e imposta un’esposizione precisa solo per quella porzione di immagine, mentre non vengono fatte rilevazioni su altre parti della scena. La misurazione spot rileva solo un 1-2% della scena, dovrebbe essere usata quando il soggetto deve essere esposto adeguatamente indipendentemente da quanta luce illumina l’area circostante.


MISURAZIONE PARZIALE

Questo tipo di misurazione è una via di mezzo tra quella a prevalenza centrale e la spot. La logica di funzionamento è la stessa di quella a prevalenza centrale tranne che per la porzione della scena presa in considerazione, anziché tutta la scena inquadrata la macchina si limiterà a prendere in esame solo un 8-10%. E’ un tipo di misurazione che può tornare utile in casi in cui si scatta in ambienti poco luminosi.


MISURAZIONE A MATRICE O VALUTATIVA

È il sistema di misurazione più complesso ed è la modalità di default per molte fotocamere. La macchina fotografica divide la scena tramite una griglia e analizza ciascuna delle aree della stessa per individuare le informazioni relative a luci ed ombre. Poi la compara con un database di migliaia di foto che fungono da parametro per ricavare l’esposizione ottimale. In base alle informazioni incamerate infatti, la macchina cerca di “indovinare” quale tipo di foto state scattando che sia un paesaggio marino o un ritratto in controluce. La maggior parte delle volte la misurazione a matrice se la cava molto bene nella scelta dell’esposizione più appropriata ma non è esente da errori visto che ha numerosi risultati da elaborare.


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